Incentivi fiscali per il rientro dei “cervelli fuggiti”

L’Agenzia delle Entrate ha diffuso ieri una circolare (14/E) in cui fa chiarezza sugli incentivi destinati ai cittadini europei che hanno lavorato o studiato all’estero e che optano per tornare in Italia. E’ un tentativo di favorire il rientro dei “cervelli” fuggiti (lungimiranti) nel corso degli anni.

La circolare chiarisce che i benefici fiscali, che elencherò più avanti, spettano ai cittadini dell’Unione europea, nati dopo il 1 gennaio 1969, che vengono assunti, iniziano un’attività di impresa o di lavoro autonomo in Italia, trasferendo nel Bel Paese anche la propria residenza entro 3 mesi dall’assunzione (avvio attività).L’Agenzia ritiene che vengano considerati “assunti” anche i soggetti che svolgono una collaborazione coordinata e continuativa, che possiedono un contratto a progetto o che ricevono una borsa di studio.

Si cerca di favorire il rientro in tutti i modi, infatti, la circolare dice che l’agevolazione spetta anche se l’attività che si intraprende in Italia non è attinente con quanto studiato o praticato all’estero.

Le agevolazioni decorrono dal 28 gennaio 2011, data da cui è in vigore la norma, mentre dal 20 gennaio 2009, giorno in cui è stato presentato il disegno di legge, conta l’assunzione o l’avvio dell’attività in Italia.Entro il 31 maggio 2012 i sostituti d’imposta dovranno rilasciare un nuovo Cud per l’anno 2011 ai lavoratori interessati che possiedono i requisiti e chiedono l’applicazione del beneficio per l’anno 2011. Altrimenti è possibile chiedere il rimborso ad un Ufficio dell’Agenzia, allegando la documentazione che certifica la sussistenza dei presupposti per ottenere l’agevolazione.

La circolare, infine, spiega che, a partire dall’anno d’imposta 2012, è consentito al lavoratore presentare, al datore di lavoro, la richiesta anche oltre il termine di tre mesi dall’assunzione. In questo caso, è facoltà del datore di lavoro riconoscere l’applicazione del beneficio a partire dal periodo di paga successivo.

I vantaggi fiscali prevedono un’abbattimento della base imponibile per i soggetti beneficiari, infatti concorreranno a formare il reddito tassabile:

  • 20% dei redditi prodotti per le lavoratrici
  • 30% dei redditi prodotti per i lavoratori

La percentuale si applica ai redditi prodotti in Italia in seguito all’assunzione, all’inizio dell’attività di impresa, di lavoro autonomo o dal ricevimento di borse di studio.Ottenuta la base imponibile con l’aliquota appena indicata, si applicheranno le deduzioni ordinarie previste dal TUIR e, di conseguenza, anche le detrazioni per carichi di famiglia, le e le addizionali IRPEF, andranno calcolate sul reddito “ridotto”.

Le agevolazioni fiscali spettano fino al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2015, quindi per un massimo di 5 anni fiscali (2011-2015).

Ritenete davvero che questo possa incentivare un lavoratore a tornare in uno Stato che, al momento, non garantisce nulla se non nuove imposte?

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