Articolo 18, che è?

Si fa un gran parlare delle riforme apportate dal Governo Monti e, ultimamente, sta facendo molto rumore la controversa proposta di modifica dell’Art. 18 dello Statuto dei Lavoratori.

Ma cosa prevede questa modifica?

Secondo la Legge, il datore di lavoro può licenziare un dipendente qualora vi siano validi motivi economici ma, il rischio è che nel caso in cui mancasse il giustificato motivo si possa mascherare il licenziamento discriminatorio con un licenziamento economico.

L’articolo 18 è una sanzione che da al giudice il potere di costringere il datore di lavoro (imprese con più di 15 dipendenti, 5 se impresa agricola) a:

  • reintegrare il lavoratore licenziato senza giusta causa (o in modo discriminatorio);
  • erogare le retribuzioni non percepite dopo il licenziamento oppure 15 mensilità di stipendio.

La modifica di questo articolo non ha la finalità di favorire i licenziamenti individuali, ma di escludere il reintegro automatico qualora fosse accertato il licenziamento illegittimo e di corrispondere al licenziato solamente l’indennizzo economico (15-24 mensilità).

La riforma è comunque abbastanza marginale, in quanto il licenziamento individuale per motivi economici è poco utilizzato dai datori di lavoro che preferiscono utilizzare i licenziamenti collettivi (più “facili”) per snellire la struttura aziendale e, generalmente, un lavoratore licenziato difficilmente vorrà rientrare nella società che l’ha allontanato.

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